Emanuele nella battaglia: altre vite d’Appennino

Da poco è stato pubblicato il libro “Emanuele nella battaglia» (Einaudi), del regista Daniele Vicari, che ricostruisce il contesto nel quale si è consumato il delitto di Alatri, un tragico pestaggio, un linciaggio vero e proprio che ha portato all’uccisione del giovane Emanuele Morganti, nel 2017.

Questa storia, che viene narrata nel suo contesto familiare, permette anche di riflettere sulla vita reale nelle aree interne d’Italia e d’Appennino, come nota nel suo blog Franco Massimo Botticchio

Una narrazione che “… consente all’Autore di unire, in un’unica marca di frontiera, un universo montano, quello di Emanuele Morganti, ed il suo, condensandone l’identità; uno sguardo amorevole ma insieme disilluso e impietoso su quel territorio, spina dorsale dell’Italia, di cui lo stesso Vicari ci confessa di aver vagheggiato il destino, in un ingenuo volantino distribuito in gioventù, dall’icastico titolo: “Tutto l’Appennino sarà riserva” (p. 155). A ragion veduta, un’opzione che gli ultimi dieci anni, dopo quattro disastrosi terremoti, parrebbe, anche a leggere il libro, una sorta di profezia che sta avviandosi all’inveramento; le cui cause, profonde, principiano da molto lontano nel tempo (il «secolare spopolamento delle montagne», p. 154), e ove si sono incistate le manifestazioni esteriori di quella modernità che si è abbattuta su quei luoghi, trasfigurandone le quinte e corrodendone l’anima.

Qui il link all’articolo completo di Franco Massimo Bottichio…

Gian Luca Diamanti

Giornalista professionista

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