Rumiz all’amatriciana

appenninoLa tappa di Amatrice in L’Appennino, il cuore segreto – Repubblica – 2006
Un viaggio in Topolino di Paolo Rumiz

La prima volta ad Amatrice ci vai per un’amatriciana, ovvio. Succede che nella tua locanda una materna cameriera con chignon ti sussurri un confidenziale “che je porto”, sapendo perfettamente la risposta, e poi ti serva con cura d’altri tempi, sotto una gigantografia di Bartali e Coppi autografata dal primo. A me capita di avere accanto un tavolo con due poliziotti e un altro con tre operai in tuta. La gente parla a bassa voce, ha un’amabilità speciale. Del tipo: “Che li vole i pomodorini gratinati? Sò boni”. Quando esco, la cameriera mi rincorre con la minerale non bevuta, perché “nun se sa mai”, in viaggio “pò servì”. Bella Italia.

 

 

 

 

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