Sotto l’acqua e nel vento, sulle tracce delle Janare

Sotto l’acqua e nel vento, sotto il noce di Benevento: ecco un breve viaggio sul monte Janara a cura dell’associazione Dehradun, nello splendido e misterioso Sannio, a caccia di panorami mozzafiato e sulle tracce delle Janare, le streghe, ovvero le donne che vedevano oltre. Il testo è di Antonio Cella.

Dalla cima del Monte Janara con un unico sguardo si abbraccia la sottostante ∇Valle di Letino∇Monte Miletto e la ∇Gallinola. Vale la pena arrampicarsi lungo le sue pietraie per assistere a questo spettacolo. Ecco un altro scrigno di bellezze, nascosto tra gli Appennini campani e precisamente nel massiccio del Matese. Quando si raggiungono le cime maggiori, si guarda il panorama dall’alto e si sottovaluta l’importanza delle vette circostanti. (…)
Il ∇Monte Janara è avvolto dal mistero cupo e profondo che lo lega alla cultura del Sannio, terra di demoni e streghe.
Le janare erano donne dedite al culto di Diana e celebravano i loro riti nella provincia di Benevento.
Janara era una anziana donna solitaria che camminava tra i vicoli del paese con un’espressione arcigna e minacciosa.
Janara era la bella ragazza dai modi bizzarri che attirava su di sé l’attenzione, ma non accettava legami con nessuno.
Janara è simbolo di libertà, trasgressione, mistero, è quella goccia di sangue pazzo sfuggita alle torture dell’inquisizione che dona ancora magia alle nostre terre del sud Italia.
Una montagna con un nome simile genera curiosità nella mente dell’escursionista che cerca lungo il sentiero le tracce della stregoneria e del mistero.
Sinceramente non è difficile perdere l’orientamento tra i boschi che si devono attraversare per raggiungere la cima e ci si trova facilmente a vagare in tondo, certi di seguire la traccia giusta. Ma le ragioni di questo nome non si trovano tra sassi e radici , ma nella storia degli uomini.
La leggenda vuole che «Se vai di notte a Monte Janara, senti la voce di un grande spettro che grida, saltando da una rupe all’altra, e invocando vendetta contro il signore di Prata».⁣ ⁣ Durante il XIV secolo qui vigeva lo ius primae noctis e sembra che un abitante del luogo (nostrano William Wallace) si ribellò, uccise il padrone e mise in salvo la sua sposa. Scappando fu raggiunto e ucciso sul Janara. Nome evocativo, Janara: strega, ma dalle splendide fattezze.

Chi vuol partecipare ad un’escursione sul Monte Janara, può scrivere una e-mail all’indirizzo: dehradun.associazione@gmail.com

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