L’esercito della tramontana

“…Non c’è niente e nessuno
che mi può salvare,
ma ora so a chi dedicare
ogni mia giornata: ora sono un militare
di un esercito che non esiste,
l’esercito dell’Appennino.
Prendo ordini dalle pecore, dalle vacche
dai rami degli alberi…”
Franco Arminio

Intorno all’Appennino, ma anche sopra e sotto, ci sono tante persone alle quali l’aria di montagna fa bene. Risveglia i neuroni, riattiva le sinapsi.

Confrontarsi con la natura, con quel po’ di selvatico che è rimasto, ma anche col paesaggio umano delle nostre aree montane, i ritmi delle stagioni, il lavoro agricolo, le feste, le tradizioni e le innovazioni che nascono in aree erroneamente definite depresse, è e sarà sempre di più una sfida.

Il vento buono soffia di lì, più che dalle città. Freddo e pulito come la tramontana.


Andare in cerca d’aria buona per rigenerarsi e per tornare a valle più carichi, confrontarsi con la complessità dell’esistenza umana, ma senza perdere la relazione con il mondo naturale.

Oppure: vivere la montagna e le terre alte, con tutte le difficoltà di fare economia in territori marginali, in territori che – se si seguissero alla lettera i modelli economici, dovrebbero essere abbandonati. Invece non è così. E chi ci lavora non se ne vuol andare, nonostante terremoti, frane, bufere e slavine, provando il gusto dimenticato della sfida, o forse più semplicemente, quello di essere uomini liberi.

Occorre dunque discutere delle terre alte, degli Appennini, spina dorsale e midollo d’Italia. Delle loro radici, del loro presente tormentato, del loro futuro.

Appenniniweb è un piccolo contenitore che vuole aprirsi a opinioni diverse. Vorrebbe dare un modesto contributo alla creazione di quel pacifico esercito d’Appennino al quale faceva riferimento il paesologo Franco Arminio nel suo blog Comunità provvisorie.

E questa è dunque una chiamata alle armi, per non perdere la tramontana.
Se volete arruolarvi e mandare i vostri contributi d’idee, scrivete a: redazione@appenniniweb.it.
Oppure commentate qui sotto.

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