Le Tavole Eugubine: sacralità d’Appennino
Nel dicembre del 1990 la casa editrice Oriente Occidente, su iniziativa di Arturo Sbicca, dette alle stampe gli atti di un convegno tenutosi a Perugia nel settembre dello stesso anno con il titolo “Umbria – Diversità nell’Armonia – Le Tavole Eugubine e il mondo religioso Umbro-Italico”. Al convegno presero parte tra gli altri Pio Filippani-Ronconi, Marco Pucciarini, Renato Del Ponte, Nuccio D’Anna, Guglielmo Lattanzi.
Tra i temi trattati: “Le valenze archetipali dell’Umbria” (Filippani Ronconi), “Riti, sacrifici e dèi nelle Tavole Eugubine” (Pucciarini); “Potere magistratuale e religione nell’Italia antica” (Lattanzi); “La funzione del re-augure nell’Italia antica e nell’Umbria preromana” (Del Ponte);“Alcuni aspetti del dio italico Giano” (D’Anna).
Si trattava in effetti di tematiche legate alla sacralità più antica delle terre appenniniche, alle quali Arturo Sbicca volle aggiungere un suggestivo video documentario con un proprio testo che venne allegato alla pubblicazione grazie a una videocassetta VHS.
Considerando le stupende immagini d’Appennino e i temi trattati Appenniniweb/Appennini – Montagne da leggere ve ne propone un estratto che presenta problemi tecnici dovuti alla vetustà del supporto magnetico, Le Tavole Eugubine e il mondo religioso umbro-italico
Umbria – Diversità nell’Armonia
Ideazione e testo: Arturo Sbicca
Realizzazione esecutiva: Francesco Bistocchi, Massimo Santopaolo
Coordinamento e supervisione: Alvaro Palanga
Assistente alla produzione: Patrice Makovic
Voce: Achille Roselletti
Prodotto da Promovideo Perugia in collaborazione con Park Hotel ai Cappuccini, Libreria Oriente Occidente, con il patrocinio della Regino Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Gubbio, Azienda di promozione turistica di Gubbio.
L’estratto video è riprodotto a scopo di discussione e divulgazione culturale. Tutti i diritti appartengono ai rispettivi autori e produttori.

Di seguito abbiamo comunque trascritto il testo integrale del video che contiene una sintesi di alcuni degli interventi del convegno e un interessante parallelo tra i riti dell’antica Gubbio e la storia stessa della città fino ai significati simbolici della sua festa tradizionale, la Corsa dei Ceri.
Gubbio – Le Tavole Eugubine e il mondo religioso Umbro-Italico
Umbria – Diversità nell’Armonia – Testo integrale del videodocumentario
Le Tavole Eugubine, come scrive il Devoto, sono il più importante testo rituale di tutta l’antichità classica. Non possediamo nulla di simile né in lingua latina, né in lingua greca. Per trovare paralleli bisogna ricorrere a letterature del vicino o del lontano Oriente.
Gubbio, l’antica Ocar Ikuvina, è la città che meglio e più puramente ha caratterizzato la singolarità del popolo umbro, vissuto tra la fine del secondo e l’inizio del primo millennio avanti Cristo.
Gli Umbri emergono dalle nebbie della protostoria: è l’ultimo popolo indoeuropeo che conserva nei nomi delle comunità religiose e nell’orientamento dei riti la memoria delle sedi transappenniniche donde erano venuti, mantenendo costumi religiosi simili a quelli dell’India Vedica.
Umbro non è il nome con cui gli Umbri antichi chiamavano se stessi; quasi certamente si denominavano con un termine affine al sanscrito “Sabbah”, l’assemblea dei liberi.
Le Tavole descrivono cerimonie religiose che si svolgono nella città protetta da mura e munita di tre porte: Trebulana, Tessenaca e Veia. La popolazione è divisa in dieci parti e suddivisa in due gruppi capeggiati da una famiglia, un magistrato, un collegio sacerdotale.
La massima autorità religiosa è costituita dall’augure che determina il templum augurale. L’augure presiede ogni cerimonia, da un lato per purificare la città, dall’altro come rito lustrale per la popolazione.
AUSPICIO
“Disegnare una geografia immaginaria sulla superficie sacrificale che abbraccia la città intera. Animare una superficie consacrata, una casa, o una città intera, con preghiere che devono essere a volta a volta recitate a voce chiara, o in silenzio. Presso le tre porte della città, davanti e dietro, si effettueranno sacrifici alla triade Grabovia. Nell’immobilità sacrale si determinerà lo spazio disteso. Il volo degli uccelli che attraversa il cielo costituisce l’intersezione tra un ciclo sacro e il tempo-spazio profano.
Con questo spirito purificato s’intuiranno la piega degli eventi e l’ordine delle cose future.
LUSTRAZIONE
Sacrifici di animali appositamente allevati, diversi a seconda delle divinità: è la purificazione espiatoria per la città e i cittadini. La cerimonia del fuoco e quindi la processione per la via augurale fino al bosco sacro. Qui avverrà una nuova osservazione del volo del picchio verde d’Occidente. Si pronunceranno poi formula di bando per gli stranieri; si compiranno tre processioni invocando la triade divina del pantheon umbro: Giove, Marte e Vofione.
CERIMONIA PER GLI AUSPICI AVVERSI
Tutto il collegio sacerdotale celebrerà il rituale che non è destinato alla liturgia pubblica. Verranno pronunciate formule propiziatorie e saranno effettuate offerte di animali a dèi e oracoli.
CERIMONIA DEL CANE
Questa cerimonia è il momento culminante delle feste Cereali interlunari. Dopo aver ottenuto il responso auspicale, in un periodo di luna piena, col fuoco sull’altare, si provvederà all’immolazione del cane. Si pregherà. Si pregherà. E alcune parti della vittima si offriranno alla divinità Grabovia. Le parti restanti verranno sepolte presso l’altare.
RITUALE PER L’INSEDIAMENTO DEL MAGISTRATO
Un’olla terrea contenente una speciale bevanda consacrata nel bosco viene offerta al magistrato. Due animali saranno le vittime sacrificali che verranno portati dal bosco sacro al campo su una lettiga cosparsa di profumi e trasformata dal fuoco in un altare. Si farà ritorno al bosco sacro dove si compiranno vari atti rituali: inchini, preghiere, circumambulazioni.
Il più grande cerimoniale che si sia mai fatto a favore di una città è compiuto.

L’espansione degli Italici in tutta la penisola dalla Padania fino alle Calabrie determinò la sostanza fisica e psichica di una Nazione di là da venire nei millenni. L’esasperato particolarismo politico, l’originalità culturale di ogni raggruppamento, la prevalenza attribuita alla funzione rispetto all’istituzione, sono tutti caratteri che risorgeranno nel Medio Evo a segnare la variopinta e geniale indole della civiltà italiana dei Comuni e delle Signorie.
Verso la metà del XII secolo la città di Gubbio si amplia in alto nel punto più difeso, verso il monte: è il periodo nel quale nasce Sant’Ubaldo, vescovo e patrono della città. Sorgeranno tre chiese degli Ordini Mendicanti ai margini dell’abitato. Un impianto a croce: nell’asse longitudinale San Francesco e la cattedrale, nell’asse trasversale San Martino e Sant’Agostino. Al centro San Giovanni. Le corporazioni delle arti e mestieri contribuiranno in modo determinante allo splendore di Gubbio: artisti, creatori e uomini di lettere abbondano nella Gubbio medievale, dal Nelli a Mastrogiorgio il vero nume dell’arte ceramica italiana. Da ritrovamenti sappiamo che nel IV secolo avanti Cristo a Gubbio v’era una tradizione di buccheri tuttora viva. Ma il genio di Gattapone, architetto, è il più grande: una piazza pensile, una piazza atta ad accogliere tutta la popolazione eugubina, appoggiata su quattro ciclopiche arcate di pietra, quattro voltoni profondi e sicuri, come antri che sostengono il peso di un intero popolo cittadino adunato. Il palazzo dei Consoli, l’idea del volo tradotta in architettura, un volo d’aquila.
Quindici maggio, vigilia della morte di sant’Ubaldo: Gubbio celebra il suo vescovo e santo protettore. Tutta la popolazione di Gubbio scende in lizza e si divide con entusiasmo e serietà tra i santi Ubaldo, Giorgio e Antonio, impersonati da ceri, eleggendoli propri tutori e inalberando, ogni eugubino, il colore dell’uno o dell’altro. La città è tutta un fremito: l’autorità spirituale e il potere temporale si uniranno nel pranzo di mezzogiorno. L’approssimarsi della corsa su per il monte Ingino crea un’ansia rumorosa che si fa sempre più viva. La processione esce dal Duomo e percorre le vie della città. La corsa ha inizio: è un momento culminante, drammatico, esplodente. Dopo aver fatto tre giri intorno alla piazza, i ceri attaccano il monte, lo prendono d’assalto; la folla li segue, è uno spasimo. Uomini e donne, vecchi e bambini, si staccano da terra. E qui, in questa corsa, nella sua immediata esplosione saettante, dove tutto si confonde e tutto si armonizza, principio e fine sono tutt’uno.
Kerria, la divinità degli antichi Italici datrice di grazia, la cui persona collettiva è Ceres, è l’indiana Shree. Bellezza, ricchezza e plenitudine.
Gubbio – Le Tavole Eugubine e il mondo religioso Umbro-Italico
Umbria – Diversità nell’Armonia
Ideazione e testo: Arturo Sbicca
Realizzazione esecutiva: Francesco Bistocchi, Massimo Santopaolo
Coordinamento e supervisione: Alvaro Palanga
Assistente alla produzione: Patrice Makovic
Voce: Achille Roselletti
Prodotto da Promovideo Perugia in collaborazione con Park Hotel ai Cappuccini, Libreria Oriente Occidente, con il patrocinio della Regino Umbria, Provincia di Perugia, Comune di Gubbio, Azienda di promozione turistica di Gubbio
Per ulteriori approfondimenti proponiamo il link al testo di Marco Pucciarini su uno dei temi trattati nel corso del convegno: (44) Le Tavole Eugubine ed il mondo religioso umbro ed italico.


